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Il cerchio - capitolo 7
10.09.2025 |
1.924 |
7
"Non si nascondevano, non si vergognavano: erano gesti liberi, intensi, belli da guardare..."
Era un pomeriggio di metà settimana. Michela era andata a prendere i bambini a scuola, come spesso faceva anche per Laura quando quest’ultima rimaneva bloccata in ufficio. Quel giorno, però, fu colpita da un dettaglio banale, eppure rivelatore: Laura, nel salutare suo figlio, lo aveva abbracciato con un entusiasmo che Michela non le vedeva da tempo, il volto acceso, come se fosse ringiovanita di dieci anni. E in più, da qualche tempo anche Anna aveva cominciato a vestirsi in modo diverso: gonne un po’ più corte, camicette che accennavano un décolleté che prima teneva sempre nascosto. Per una donna così controllata, compassata, era un cambio radicale.Un giovedì sera come tanti, i mariti tutti fuori per la solita cena dopo la partita di calcetto, i bambini già messi a letto da nonne e babysitter, Laura e Anna erano andate a trovare Michela con una bottiglia di vino fresco e qualche chiacchiera leggera per staccare dalla settimana.
La conversazione scorreva fluida, ma a un certo punto Michela, che osservava le due amiche con occhio attento, appoggiò il bicchiere e incrociò le braccia: “Ok, ragazze. Adesso basta. Voglio sapere cos’è che vi succede.”.
“Succede? In che senso?” ripeté Laura, cercando di svicolare.
“Sì. Vi conosco da anni. C’è qualcosa nei vostri sguardi, nel modo in cui vi muovete, anche nel tono di voce. Siete cambiate, più… luminose. Non ditemi che non c’è niente, perché non vi credo.”.
Anna abbassò lo sguardo un istante, come sorpresa da tanta insistenza. Poi disse: “Forse abbiamo solo imparato a lasciarci andare un po’ di più...”.
“Lasciarvi andare?” chiese Michela, socchiudendo gli occhi. “Lasciarvi andare a cosa?”.
Laura le sorrise, inclinando la testa. “A noi stesse. Ai nostri desideri. Alle cose che ci fanno stare bene.”.
Michela rimase in silenzio, cercando di decifrare quelle parole. “E non potete essere più chiare?”.
Anna si morse il labbro, come se stesse per dire troppo. “Diciamo solo che abbiamo trovato un posto… dove possiamo essere libere. Un posto che non avresti mai immaginato.”.
“Un posto?” insistette Michela, sporgendosi verso di loro. “Che posto?”.
Laura e Anna si scambiarono un’occhiata veloce, come due complici colte in flagrante. Laura sospirò, poi sorrise. “Ok, va bene. Te lo diciamo. È… un posto nuovo. Quel club benessere di cui ti avevamo accennato qualche tempo fa che fa i venerdì per sole donne, ti ricordi?”.
Michela arricciò la fronte. “Quello elegante, con spa e centro massaggi?”.
“Esatto,” intervenne Anna, “solo che… ci siamo già andate senza dirtelo. Ed è stato… incredibile.”.
“Incredibile in che senso?” insistette Michela, incuriosita.
Laura alzò le spalle, maliziosa. “Nel senso che ci siamo trovate bene. Molto bene.”.
Michela le fissò, stringendo gli occhi. “Ok. Visto che parlate così, la prossima volta vengo anch’io.”.
Le due amiche scoppiarono a ridere, una risata allegra ma velata di complicità. Laura scosse la testa. “Attenta a quello che dici, Michi. Non è un centro estetico qualsiasi. È… molto particolare.”.
“Particolare come?”.
Anna si piegò verso di lei, abbassando la voce come se stesse confidando un segreto proibito. “Beh, ad esempio diciamo che… è obbligatorio essere nudi. Sempre.”.
Michela restò un attimo in silenzio, sorpresa. Poi rise nervosamente, portandosi la mano alla bocca. “Obbligatoria? Cioè… tutti nudi?”.
Laura annuì, con un lampo divertito negli occhi. “Tutti. Senza eccezioni.”.
“E voi…?”.
“Beh, noi ci siamo già abituate…” rispose Anna con finta naturalezza.
Michela arrossì, mordendosi il labbro. L’idea la spaventava, ma la incuriosiva ancora di più. “Ok… non importa. E’ deciso. Domani non ho niente da fare quindi vengo con voi. Ma sappiate che se mi imbarazzo, vi ammazzo.”.
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Michela aveva passato la giornata in preda a un misto di curiosità e agitazione. Ogni volta che ci pensava, sentiva un nodo allo stomaco e un brivido lungo la schiena. “Tutti nudi”, la frase di Anna continuava a rimbombarle in testa, e non riusciva a decidere se la spaventasse o la eccitasse di più.
Quando arrivò davanti al club, vide Laura e Anna che la stavano già aspettando. Erano sorridenti, rilassate, come se per loro fosse diventata routine. “Pronta?” chiese Laura, con quel tono che era al tempo stesso una sfida e un incoraggiamento. Michela annuì, anche se il cuore le batteva forte.
All’ingresso, la receptionist le consegnò un morbido asciugamano bianco e un braccialetto. “Lasci tutto negli spogliatoi. Dentro non servono vestiti.” La voce era gentile ma ferma, come se quell’ordine fosse una regola inviolabile.
Lo spogliatoio profumava di legno e oli essenziali. Michela cominciò a spogliarsi piano, un capo alla volta. La gonna, la camicetta, il reggiseno, le mutandine. Sentiva il respiro accelerato, il rossore sulle guance, il cuore che martellava nelle orecchie. Quando finalmente si guardò allo specchio, nuda, si sorprese a chiedersi se il suo corpo fosse “all’altezza”. Laura e Anna le comparvero alle spalle, anche loro già nude mentre si allacciavano gli asciugamani, serene e disinvolte. Michela notò subito il pube completamente depilato di entrambe le sue amiche, rimanendone colpita. Pensando ai suoi peli si sentì inadeguata e le passò come un’ombra fugace sul volto. Quasi intuendo quel suo pensiero Anna le sussurrò: “Sei bellissima, Michi. Fidati.”, stringendole la mano.
Attraversarono insieme il corridoio illuminato da luci soffuse, fino alla grande sala con piscina termale. Michela rimase colpita da come le donne camminavano nude senza alcuna vergogna, alcune immerse nell’acqua, altre sdraiate a chiacchierare. Nessuno sembrava giudicare nessuno.
“Respira,” le disse Laura, “e lasciati andare.”
Michela si tolse l’asciugamano e per un attimo le sembrò che tutti la stessero guardando. Non era vero, nessuno la fissava davvero, eppure aveva la sensazione che ogni centimetro della sua pelle fosse sotto i riflettori. Soprattutto il suo sesso, ancora velato da una sottile striscia di peli scuri. Non ci aveva mai fatto caso prima, ma accanto ai corpi lisci e depilati delle sue amiche, la differenza le parve enorme.
Le tre amiche entrarono nella vasca calda. Lì, immerse tra i vapori caldi e le bolle, Michela si rilassò poco a poco. Laura le accarezzò distrattamente la coscia sotto l’acqua, Anna le sfiorò la mano, come a dirle: vedi? non c’è nulla da temere: piccoli gesti di complicità che la fecero sorridere e arrossire allo stesso tempo.
Nella grande vasca il tempo trascorse veloce, fra chiacchiere fra amiche e sfioramenti a cui Michela dava sempre meno peso, complice anche il progressivo rilassamento che sentiva nel corpo e nella mente. Poi, ridendo e notando che l’acqua calda stava iniziando a far raggrinzire le loro mani, Michela propose di uscire e chiese alle amiche di farle vedere il resto della struttura, in cui ancora non erano andate. E lì, curiosando in una delle stanze più intime del club, scoprirono due ragazze sdraiate su un letto, nude, intrecciate in un bacio profondo, le mani che esploravano con naturalezza e senza pudore i seni e i fianchi l’una dell’altra. Non si nascondevano, non si vergognavano: erano gesti liberi, intensi, belli da guardare. Michela si bloccò sulla soglia, scioccata ma attirata da quello che vedeva. Si girò verso le sue amiche, per cercare un conforto al suo stupore, ma vi trovò solo sorrisi. Era forse quella la cosa particolare di quel posto?
Tornò a rivolgere lo sguardo verso le due ragazze, sempre intente a baciarsi. Un brivido le attraversò il ventre. Si scoprì a immaginare cosa sarebbe stato lasciarsi toccare così, senza barriere, senza pudore. “Ti piace guardare?” le sussurrò Laura alle spalle, premendo leggermente contro di lei il proprio corpo nudo. Michela annuì senza riuscire a rispondere.
Le due ragazze si accorsero della loro presenza e, invece di interrompersi, intensificarono i gesti, offrendo lo spettacolo in maniera ancora più sfacciata. Una si inginocchiò tra le cosce dell’altra e iniziò a leccarla con lentezza, le mani che allargavano bene i fianchi, le labbra bagnate che scivolavano sulla fessura lucida.
Laura la osservava, leggendo nei suoi occhi quell’accendersi sottile ma improvviso di desiderio. Le si avvicinò, le sussurrò all’orecchio: “Le hai viste, Michi? Non sono bellissime?”.
Michela la guardò, con il respiro corto, e annuì piano.
Anna, che non aveva perso una sola sfumatura della scena, sorrise complice. Michela deglutì, sentendo il calore crescere tra le gambe. Anna le prese il polso e la guidò più vicino al letto, fin quasi a toccare con le ginocchia il bordo.
“Non sei più una spettatrice” le mormorò.
Michela chiuse gli occhi. Non si era mai sentita così viva. La vecchia Michela, prudente e trattenuta, era rimasta fuori dalla porta. La nuova Michela stava nascendo.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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